Una vista dall'alto del Foro Olitorio. Il foro olitorio era il mercato delle erbe.
















Quando i visitatori lasciavano il foro Boario per dirigersi verso il foro Olitorio, incontravano, appena prima di passare la porta Carmenta, un piccolo insieme di templi, con una piazza ed altari. A sinistra, il tempio della Fortuna ed a destra, il tempio di Mater Matuta . Tra i due si alzava un edificio insolito, una porta trionfale sormontata da un piccolo tempio. Era a questo posto, di fianco al foro olitorio, che si alzava il famoso Elephas herbarius, un piedestale sormontato da una statua di elefante.








La porta Carmenta (oppure porta Carmentalis) fa parte delle vecchie porte delle mura Serviane.



















La colonna Lactaria (che si riferisce al latte) aveva un significato ben particolare. Sembra che ci si portasse i bambini che si desideravano nutrire con latte.










Appena varcata la porta Carmenta il foro Olitorio si allargava in un vasto piazzale che permetteva un accesso più facile al Grande Teatro di Marcello. Tre templi dell'epoca repubblicana allineati uno di fianco all'altro davano al foro un aspetto più solenne. Quello in alto, quasi contro il Teatro di Marcello, è il tempio di Giano, quello medio è il tempio di Giunone Sospita ed il più piccolo, in basso, il tempio di Spes (della Speranza).